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Nel 1925, Piero Pirelli, presidente del "Milan", sollecita la costruzione di uno stadio calcistico nelle vicinanze dell'ippodromo per il trotto.
La struttura, come da progetto dell'Ingegner Alberto Cugini e dell'Architetto Ulisse Stacchini, e' composta da quattro tribune rettilinee, una delle quali parzialmente coperta, e puo' contenere fino a 35.000 spettatori.
Il Comune di Milano, dopo aver acquistato lo stadio, avvia nel 1935 una prima operazione di ampliamento che da' luogo alla costruzione di quattro curve di raccordo tra le tribune e all'incremento della capienza delle due tribune di testata: la chiusura dei lavori, curati dall'ingegner Bertera e dall'architetto Perlasca, restituisce ai milanesi uno stadio da 55.000 posti.
Nato per ospitare le partite casalinghe del Milan, lo stadio diviene "terreno amico" anche per l'Inter, a partire dalla stagione 1947-1948.
Il secondo ampliamento, su progetto dell'Ingegner Ferruccio Calzolari e dell'Architetto Armando Ronca, produce nel 1955 una drastica trasformazione: viene realizzata una struttura portante per un secondo anello di tribune che sovrastano e coprono in parte le vecchie tribune.
La capienza totale sale cosi' a 100.000 spettatori; provvedimenti dettati dalla sicurezza riducono in seguito i posti ad 85.000 suddivisi tra posti a sedere (circa 60.000) e posti in piedi.
L'immagine architettonica dello stadio viene ammodernata dalle rampe elicoidali che permettono l'accesso al secondo anello.
I lavori per la realizzazione dell'impianto di illuminazione per le partite in notturna risalgono al 1957, dieci anni piu' tardi, fa la sua comparsa il tabellone luminoso elettronico.
Nel 1980, "il tempio del calcio" (cosi' come viene unanimamente definito) viene intitolato alla memoria di Giuseppe Meazza.
In occasione della Coppa del Mondo del 1990, il Comune di Milano decide di dare inizio ad un profondo rinnovamento dello stadio dopo aver accantonato l'idea della costruzione di un nuovo impianto.
Il primo pensiero si rivolge alla progettazione di una soluzione avveniristica e architettonicamente sbalorditiva: la costruzione del terzo anello e della copertura di tutti i posti a sedere.
Il progetto firmato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Enrico Hoffer e dall'ingegner Leo Finzi prevede sostegni autonomi, su cui appoggiare il nuovo anello, disposti attorno allo stadio esistente. Vengono cosi' realizzate allo scopo, undici torri cilindriche in cemento armato che danno accesso alle gradinate, (oltre a contenere vari locali di servizio) quattro di queste fungono da sostegno anche alle travi reticolari di copertura.
Il colore dei seggiolini installati distingue cromaticamente i quattro settori in cui viene suddiviso lo stadio: rosso e arancione per i rettilinei, verde e blu per le curve. Gli 85.700 posti a sedere che ne risultano sono tutti coperti da lastre in policarbonato che garantiscono un maggior comfort agli spettatori. La parte sovrastante il terreno di gioco rimane a cielo aperto permettendo che gli incontri possano comunque svolgersi in condizioni climatiche e di luminosita' assolutamente naturali.
Viene realizzato un nuovo impianto di illuminazione e un sistema di riscaldamento del manto erboso per tenere controllata costantemente la temperatura del terreno impedendo la formazione di ghiaccio.
L' otto di giugno, lo stadio ospita la partita di apertura dei Campionati del Mondo del 1990 Argentina - Camerun.
Da allora, la "Scala del calcio" milanese ha ospitato e ospita, ogni domenica, le passioni di migliaia di tifosi, e durante la stagione estiva i principali eventi musicali a livello internazionale a Milano.
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